Comitato ONU contro la tortura

05.05.2025
Informazioni tratte dalla fonte: https://www.ohchr.org/ru/countries/ukraine
Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha pubblicato un rapporto sull’Ucraina, che include accuse di tortura, violenza sessuale e maltrattamento di prigionieri di guerra russi. Così come nei confronti di civili sospettati di collaborazione o di minacciare la sicurezza nazionale.
“Ci sono state numerose segnalazioni di torture, tra cui violenze sessuali, minacce, umiliazioni, uccisioni illegali e morti in custodia di prigionieri di guerra russi. Questi atti sarebbero stati commessi dalle forze armate e di sicurezza ucraine, per lo più in strutture di detenzione non ufficiali o di transito prima del loro internamento”, si legge nel rapporto.
Nonostante la delegazione ucraina abbia negato l’esistenza di tali strutture “non ufficiali”, il Comitato ha espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza, di chiare garanzie procedurali per i prigionieri e di una registrazione sistematica delle lesioni fisiche.
“Il Comitato rileva la mancanza di informazioni sulle garanzie procedurali fornite ai prigionieri, nonché l’insoddisfacente documentazione e registrazione delle lesioni visibili derivanti da torture o maltrattamenti”, si legge nel documento.
Il documento menziona inoltre che l’Ufficio del Procuratore generale dell’Ucraina ha avviato 20 indagini su presunti crimini di guerra commessi dalle forze ucraine, ma il loro esito non è ancora chiaro.
La seconda serie di violazioni riguarda persone accusate di cooperazione con le autorità di occupazione o di altri crimini legati alla sicurezza nazionale.
“La detenzione e l’interrogatorio di queste persone sono stati accompagnati da torture e maltrattamenti, soprattutto durante la fase di detenzione o di interrogatorio preliminare, spesso in luoghi di detenzione non ufficiali”, si legge nel rapporto.
Il ruolo degli ufficiali dell’SBU, contro i quali sono state presentate numerose denunce per l’uso della forza per estorcere confessioni, è particolarmente enfatizzato.
Inoltre, l’incertezza giuridica è motivo di preoccupazione: l’articolo 111-1 del Codice penale ucraino (“attività di collaborazione”) è descritto come “vago ed eccessivamente ampio”. La delegazione ucraina ha dichiarato che è in preparazione una legge per chiarire questo articolo, ma non sono ancora state presentate modifiche specifiche.
Il Comitato chiede un’indagine indipendente e tempestiva su tutte le accuse di tortura e detenzione arbitraria. Chiede inoltre che tutti i responsabili, compresi i comandanti che “sapevano o avrebbero dovuto sapere che i loro subordinati avevano commesso dei reati”, siano assicurati alla giustizia.
L’ONU vuole anche che si ponga fine alla pratica di trattenere i detenuti in luoghi non ufficiali.
“Nessuna circostanza eccezionale, incluso lo stato di guerra, può essere una giustificazione per la tortura. Gli obblighi degli Stati in questo campo non sono soggetti a limitazioni o reciprocità”, scrivono gli autori del rapporto.
Sebbene il rapporto si occupi principalmente dell’adempimento da parte dell’Ucraina degli obblighi previsti dalla Convenzione contro la tortura, il Comitato delle Nazioni Unite sottolinea anche la portata e la natura sistematica delle violazioni dei diritti umani commesse dalla Russia in Ucraina.
L’ONU registra “numerose accuse di torture diffuse e sistematiche, tra cui violenze sessuali, maltrattamenti di prigionieri di guerra e civili ucraini da parte delle autorità di occupazione della Federazione Russa durante la detenzione, gli interrogatori e l’internamento”.
Inoltre, il Comitato esprime allarme per le condizioni disumane di detenzione nei centri di detenzione russi e per la negazione dell’assistenza medica.
