Le autorità ucraine non possono obbligare le persone a portare o usare armi se sono obiettori di coscienza
19.03.2025

Link al documento: https://www.venice.coe.int/webforms/documents/?opinion=1219&year=all
Le autorità ucraine non possono obbligare le persone a portare o usare armi se sono obiettori di coscienza.
Questa è stata la conclusione della Commissione di Venezia su richiesta della Corte Costituzionale dell’Ucraina, che ha esaminato il caso della mobilitazione di un membro della Chiesa Avventista del Settimo Giorno.
I tribunali ucraini hanno stabilito che la legislazione nazionale non prevede la sostituzione del servizio militare durante la mobilitazione e che il diritto di manifestare la propria religione o le proprie convinzioni non è assoluto ed è subordinato all’obbligo costituzionale di proteggere l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato contro le aggressioni straniere.
La Commissione di Venezia ha analizzato la legislazione internazionale ed europea e ha concluso che l’obiezione di coscienza al servizio militare non può essere completamente esclusa nemmeno in tempo di guerra e che in nessun caso un obiettore di coscienza può essere costretto a portare o usare armi anche per l’autodifesa del Paese.
Ricordiamo che in precedenza la Corte Suprema dell’Ucraina ha stabilito che le convinzioni religiose non possono dare diritto a un rinvio della mobilitazione.

